UN FUNERALE LAICO

 

Lalla Reggiani era sindaco di Castelnuovo Rangoni un paese a 14 
chilometri da Modena. Eletta nelle liste del PD si era impegnata per 
rinnovare la politica con coraggio e determinazione. Purtroppo un male 
incurabile ha minato la sua salute. Sapeva di avere i mesi e i giorni 
contati. Mi ha chiamato e al letto dell'ospedale mi ha detto: "Beppe non 
voglio un funerale in chiesa, ma vorrei una preghiera e una benedizione 
da te: come possiamo fare? Mi piacerebbe che fosse presente anche don 
Isacco il parroco di Castelnuovo: siamo legati da stima ed amicizia". 
"Cara Lalla, il luogo più appropriato per l'ultimo saluto è la piazza 
del tuo paese dove tu hai incontrato i tuoi cittadini, vicino ai negozi 
e ai bar dove tu amavi discutere le tue scelte politiche con i 
castelnovesi. E' uno spazio libero e laico equidistante dalla chiesa e 
dal palazzo comunale". Le sue ultime volontà sono state accolte alla 
lettera dalla famiglia, la figlia Valeria e il compagno Mario e dagli 
amministrtori comunali. Dopo tre giorni Lalla moriva. Lunedì 31 ottobre, 
la bara è arrivata alle ore 14 in una piazza piena di gente. C'era il 
sole. I sindaci dei paesi i Modena e della Terra dei Castelli, con il 
tricolore, i gonfaloni, gli amici; i cittadini hanno applaudito mentre 
suonava l'inno Fratelli d'Italia e la canzone che aveva accompagnato la 
sua campagna elettorale. Poi hanno parlato due giovani collaboratori del 
sindaco e una signora dell'opposizione, che hanno raccontato commossi la 
testimonianza del grande impegno civile di Lalla che aveva saputo 
coinvolgere la gente e specialmente i giovani e del coinvolgimento dei 
giovani.
Nella seconda parte della cerimonia abbiamo letto tre brani biblici: la 
parabole dei due figli del vangelo, il Qoelet (C'è un tempo…), 
l'Apocalisse (Cieli ne terra nuovi). Seguiti da un breve commento: "Dio 
accoglie chi fa la sua volontà, che serve gli ultimi; chi si impegna per 
la pace e la giustizia. E il vero povero è oggi il malato che può 
confidare solo nel Signore, e tu Lalla hai sperimentato nella tua carne 
la sofferenza della croce. Per tutti ci aspetta la speranza di un mondo 
rinnovato dove non ci sarà più ne lacrime né morte. 'Dov'è ora la 
nonna', chiedeva la nipote Aurora: è qui vicina a te, le ha risposto sua 
madre, e ogni volta che vuoi parlare con lei ti ascolta e ti risponde 
nel cuore". La liturgia laica-relicgioosa-civile si è conclusa con la 
recita corale dell'antica preghiera universale: il padre nostro e il 
segno della croce.
Vi racconto tutto questo per condividere con voi alcune riflessioni.
Non è vero che oggi non c'è più fede: forse molti non si ritrovano in 
liturgie e modi di pregare tradizionali o si sono allontanati dalla 
"chiesa" per comportamenti o scelte morali e politiche della gerarchiia 
che non condividono, ma non dalla fede.
Ci sono altri spazi e altre modalità per offrire a chi lo vuole non solo 
la consolazione della preghiera ma anche la speranza della parola di 
Gesù. Ci vuole coraggio e fantasia.
La piazza laica di Castelnuovo, ha accolto in silenzio le testimonianze 
degli amici e degli amministratori ma anche le parole della Bibbia e il 
commento; si è riconosciuta nella recita del Padre Nostro: non ha 
avvertito violenze o contrapposizioni.
Mi sembra che i presenti di diversa estrazione politica e religiosa, 
abbiano ritrovato senza forzature le radici di una religiosità antica e 
condivisa.
Nella mia ormai quarantennale esperienza di prete senza tonaca e di 
predicatore senza tesserino, ho incontrato sempre grande interesse alla 
fede e alle problematiche religiose. Ma mi sono sempre posto come un 
ascoltatore attento, senza pregiudiziali, dogmi da difendere o verità 
non negoziabili invalicabili.
E ho potuto costatare che la bontà, la verità e la bellezza, è stata 
distribuita a larghe mani su tutti i viandanti di buona volontà che 
incontriamo sulla nostra strada.

Beppe Manni

 

(pubblicato su SETTIMANA n. 44 del 4 dicembre 2011)