Delitti di corruzione
I regali ai funzionari di Stato possono essere punibili
L’affare che riguarda il Presidente Federale Wulff ci ricorda che
i servitori dello Stato non possono accettare qualsivoglia vantaggio. È
indifferente che si tratti di funzionari o di politici.
Quanto per un politico possano essere scabrosi perfino i doni di Natale lo ha
già dovuto sperimentare Utz Claasen. Per aver fatto pervenire biglietti omaggio
del Campionato del Mondo 2006 a membri del governo [del Land] a Stoccarda e a un
sottosegretario del Governo Federale, l’ex capo dell’ENBW [ndt.:
l’equivalente del nostro ENEL per il Baden Württemberg] è finito davanti al
tribunale. Per di più l’Ente energetico era addirittura lo sponsor ufficiale
del documentario sul Campionato. Soltanto la Corte suprema di Cassazione ha
emesso alla fine una sentenza definitiva di assoluzione.
Nel caso del Capo dello Stato Christian Wulff non si tratta finora di
fattispecie penale, ma si discute soltanto di una sua possibile infrazione
della Legge ministeriale della Bassa Sassonia, commessa durante il suo periodo
come Capo del governo a Hannover. Infatti i regali ai politici possono
costituire fattispecie rilevanti per le Procure, se sono stati fatti a un
titolare di funzione pubblica. Questo vale per ministri e segretari di Stato,
come pure per funzionari di polizia e perfino per manager di aziende pubbliche.
Rilevante insicurezza per i casi singoli
Su questi ultimi incombe la punibilità per accettazione di benefici o anche
per corruttibilità – crimini di corruzione, che possono essere puniti più
severamente della corruzione nel settore privato. Anche l’ex consigliere di
amministrazione della banca Bayern LB, Gerhard Gribkowsky, che attualmente è imputato
davanti al Tribunale regionale di Monaco di Baviera per introiti di dubbia
provenienza in rapporto alla vendita della Formula 1, è stato incriminato dai
Pubblici ministeri come funzionario statale, in quanto lavorava per una Banca a
partecipazione statale. E la Corte suprema federale ha posto sotto giudizio un
direttore di filiale della Deutsche Bahn AG [ndt.: le nostre Ferrovie dello
Stato] per essersi fatto invitare più volte a pranzo, allo scopo di
“migliorare il clima dei rapporti”, da un imprenditore che aveva avuto
l’appalto per la manutenzione dei vegetali lungo i binari.
Più innocue sono le donazioni a semplici parlamentari. Il Codice Penale prevede
anche una fattispecie per la corruzione dei deputati. L’articolo però è
formulato in una misura più ridotta di quanto prevedono i trattati internazionali
e riguarda soltanto la compera di un voto ben determinato. I rappresentanti del
popolo all’opposizione possono così restare protetti dalle perquisizioni
effettuate dalle autorità col pretesto della lotta alla corruzione. Chi al
contrario è in carica al governo, come un tempo l’attuale Presidente della
Repubblica Federale Tedesca Christian Wulff, deve attenersi in più alle leggi
sulle cariche pubbliche, vigenti a livello federale e nei singoli Land. Esse
sono la contropartita del diritto disciplinare in vigore per gli impiegati
statali loro sottoposti.
Nel caso concreto regna d’altronde notevole incertezza circa ciò che è
permesso. Recentemente il Ministero federale dell’Interno, unitamente a
rappresentanti del mondo economico, ha pubblicato un catalogo con domande e
risposte circa i rapporti con i rappresentanti delle Autorità statali. Come
norma di base vale la seguente: possono essere accettati presenti per un valore
fino a 25 euro, se il superiore acconsente. Il denaro contante è sempre
proibito – anche, per fare un esempio, quello destinato alla “cassa per i
caffè” di un guardiano di chiusa dei canali. Per quanto riguarda i pranzi di
lavoro è permesso ciò che è “normale e adeguato”. I giuristi parlano di
“adeguatezza sociale”. Questo ha come conseguenza che per un capo di
amministrazione sono permesse “cortesie” più importanti di quelle per i suoi
sottoposti.
Anche i ministri e i capi di governo possono farsi fare regali
In diritto penale il punto cruciale sono i cosiddetti accordi scorretti. Infatti
anche i servitori dello Stato possono farsi regalare qualcosa, quando si tratta
di una faccenda privata. Vietati sono i donativi (al disopra del valore di una
bagatella, il cui limite è definito vagamente) solamente se essi sono offerti
“per influenzare l’attività di servizio”. Tuttavia non è indispensabile una
contropartita da parte del funzionario – o perfino una violazione dei suoi
doveri – perché questi si renda passibile di pena. Così la sbevazzata di
Capodanno dell’allora presidente della Bundesbank, Ernst Welteke, pagata da
altri, lo ha portato a dover pagare 25.000 euro perché il pubblico ministero
archiviasse le sue indagini per acquisizione illecita di vantaggi.
Anche i ministri e i capi di governo possono farsi fare regali da amici e
parenti. La cosa diventa scabrosa soltanto se le attenzioni vengono loro
rivolte “in relazione alla loro funzione”. Come beneficio valgono i favori di
ogni genere, per esempio in viaggi e in vacanze. Fra questi si contano anche i
prestiti a tassi più vantaggiosi di quelli normali del mercato finanziario.
Alcuni ritengono che questo sia il caso occorso a Wulff. In questi casi conta
inoltre quali garanzie offre il beneficiario del credito. Per l’attuale Capo
dello Stato non è mai stata registrata al catasto una garanzia ipotecaria a
favore dell’imprenditore Egon Geerken o di sua moglie.
Joachim Jahn, Berlino (traduzione dal tedesco di José F. Padova)
Frankfurter Allgemeine Zeitung, 20
dicembre 2011
TRASPARENCY INTERNATIONAL
CLASSIFICA
DEI PAESI CORROTTI, ITALIA PEGGIO DEL GHANA
L'Italia si colloca al 69esimo posto, con 3,9 punti contro i 4,6 del 2008 e si
trova messa peggio di paesi come il Ghana, la Slovacchia e il Montenegro
L'Italia è un paese corrotto? A leggere la classifica stilata dalla ONG
_Transparency International (http://cpi.transparency.org/cpi2011/results/:
nella search table si può inserire il nome del Paese che
interessa) si direbbe proprio di sì. Analizzando una serie di
dati che vanno da sondaggi a numeri raccolti da 13 diverse organizzazioni
internazionali, il centro di ricerche analizza il livello di corruzione
percepita, assegnando a ogni nazione il suo Indice di corruzione
percepita. Si va da 10, che indica un paese
onesto, fino a zero, sintomo di una corruzione diffusa. L'Italia, che nella
classifica si posizione al 69esimo posto, porta a casa solo 3,9 punti (contro i
4,6 del 2008) e si trova messa peggio di paesi come il Ghana, la Slovacchia e
il Montenegro. In cima alla classifica (dunque i paesi meno corrotti) ci sono
Nuova Zelanda, Danimarca e Finlandia. In fondo invece le nazioni dove dominano
guerra o dittature, Corea del Nord, Myanmar, Somalia e Afghanistan.
A venire presa in considerazione non è la
corruzione reale, spesso non tracciabile e difficile da quantificare, quanto
quella percepita. Vengono dunque analizzati sondaggi di opinione, il livello di
accesso alle informazioni da parte della popolazione locale, i casi più
eclatanti di appropriazione indebita e tangenti, l'efficacia delle leggi
anti-corruzione. In base a tutte queste informazioni si estrae un punteggio per
ogni paese. E non mancano le sorprese ( vedi fra gli altrihttp://tg24.sky.it/tg24/mondo/2011/12/01/paesi_piu_corrotti_italia_guardian_transparency_international.html ).
Huguette Labelle, capo dell'ong che ha sede a
Berlino, spiega infatti al Guardian, che
non sono sempre i paesi più poveri dove domina la corruzione. Nella classifica
infatti nazioni relativamente benestanti, come la Russia, si trovano molto in
basso, mentre altre nazioni, decisamente più povere, come Botswana, Bhutan,
Capo Verde e Ruanda risultano più onesti (classificandosi meglio dell'Italia).
Di tutti i paesi presi in considerazione ben due terzi raccolgono meno di
cinque punti, sintomi di una grave corruzione e soprattutto i paesi più colpiti
dalla crisi, come la Grecia, vedono la propria posizione peggiorare. La ricerca
non ha solo un valore statistico. Stilata ormai dal 1995 la classifica viene
letta con grande attenzione sia dagli economisti che dai più grandi investitori.